Pubblicato da: italiaintelligente | 5 febbraio 2012

Tasse parte2 – Per la magistratura è vergognoso perseguire l’ evasione comune, consentendo evasioni e crimini faraonici. E’ solo una guerra fra poveri !

Indisturbate le banche centrali, fra cui la Banca d’Italia (BdI) e la Banca Centrale Europea (BCE), incredibilmente private, praticano il signoraggio primario, mentre le banche commerciali praticano l’ancor più grave signoraggio secondario, realizzando peraltro un’evasione fiscale maggiore sia delle tasse pagate che delle tasse evase dal resto della società. Dopo averlo infatti segretato già dalla nascita della Repubblica fin negli atti del Parlamento (con gli omissis), si è “scoperto” che la BdI è al 95% di privati (85% banche, 10% assicurazioni e 5% INPS), come gran parte delle altre banche centrali; fra cui la BCE, che è al 14,57% della BdI, e quindi dei suoi proprietari. Signoraggio primario della BdI/BCE e delle altre banche centrali che consiste: -1) Nello stampare continuamente le banconote al costo della carta e dell’inchiostro (dal 1929 non occorre alcun corrispettivo in oro, né è mai realmente occorso). Banconote la cui quantità è nota solo a loro, perché i numeri di serie non sono progressivi, e non se ne conosce il significato. -2) Usarle (al valore in euro, dollari ecc. su esse stampato) per comprare dagli Stati – udite udite – un pari importo in titoli del debito pubblico (BOT, CCT, BPT, CTZ). -3) Vendere i titoli alle aste, riprendendosi i soldi e lasciando allo Stato il “debito pubblico” inventato mediante questo crimine. -4) Iscrivere fraudolentemente al passivo l’importo delle banconote stampate a costo zero allo scopo di “pareggiare” iscrivendo all’attivo i titoli o il ricavato della loro vendita, e di occultare queste enormi somme. Crimini attraverso i quali i proprietari della BdI, all’aliquota del 50%, hanno fin qui evaso tasse per 800 miliardi di euro, cioè per la metà delle banconote emesse, che devono ammontare a 1.600 miliardi di euro, visto che sono state via via stampate proprio per “acquistare in contropartita” i 1.600 miliardi di debito pubblico. 1.600 miliardi rubatici addossando a noi il “debito pubblico”, al solo pagamento dei cui interessi dobbiamo per di più destinare il 16% del bilancio. Fermo restando che molti deducono dalla non progressività dei numeri di serie delle banconote che la loro quantità è fuori controllo. Un fenomeno prima di produzione incontrollata e da falsari delle banconote e poi, come vedremo, di cinquantuplicazione del suo uso ad opera delle banche commerciali (signoraggio secondario) che è la causa dell’iflazione. Truffe che, tra l’altro, fermo restando l’obbligo dello Stato di pagare ai compratori alla scadenza i titoli già emessi con i promessi interessi, rendono però responsabili del “debito pubblico” la BdI/BCE, avendone esse (non lo Stato) riscosso il corrispettivo. -5) Riciclare il denaro così truffato mediante centrali interbancarie mondiali, fra cui innumerevoli fonti Internet indicano la Clearstream, l’Euroclear, la Swift ed altre. Fenomeni che hanno stravolto il mondo, a partire dal fatto che, tra l’altro, se fosse lo Stato a produrre il denaro, potrebbe produrne quanto ne occorre senza causare alcuna inflazione. Questo perché lo Stato, per legge, dovrebbe poi erogarlo solo a corrispettivo di valori positivi a chi ne ha diritto, ovvero a fronte di un parallelo incremento delle ricchezza reale, per cui il potere di acquisto del denaro rimarrebbe invariato. La stampa di una somma da parte di un falsario (un soggetto non legittimato a produrla: una banca centrale) equivale invece ad un “assegnare a sé” quel denaro senza dare in cambio nulla. Con il doppio effetto, quando il falsario lo spenderà, che da un lato si approprierà illecitamente di ciò che “compra”, e dall’altro incrementerà il denaro globale senza che vi sia un corrispondente incremento della ricchezza reale, che è poi ciò definiamo inflazione. L’inflazione è infatti causata dall’introduzione di denaro ad opera di falsari mediante lo spenderlo, perché ciò causa una diminuzione (a vantaggio del falsario) della percentuale del denaro globale di ciascuno, alla quale corrisponderà una parallela diminuzione della percentuale di ricchezza reale che può comprare. Considerazioni dalle quali si deduce anche che i cittadini, in quanto frazioni dello Stato, hanno il potere di inverare i soldi (chiunque li produca) per il sol fatto di riceverseli. Inveramento che avviene perché il cittadino, nel momento in cui li riceve, li “copre” con la prestazione, il bene o il diritto a riceverseli corrispettivo. Per cui, all’incremento del denaro globale causato dai soldi dati al cittadino, corrisponderà un pari incremento di ricchezza reale, o di sviluppo, da lui realizzato in cambio per la società. Un quadro nel quale, se un falsario “presta” dei soldi ad un ignaro cittadino, che li spende mettendoli irrimediabilmente in circolazione, ma poi viene a sapere della loro falsità e può provarla, nulla dovrà al falsario, sia perché il falsario nulla gli ha dato, e sia perché il corrispettivo dello spendere quei soldi il cittadino lo otterrà dalla collettività, non dal falsario; sicché è alla collettività che dovrà restituirli. Motivi per i quali sostengo di seguito che fidi, mutui, quinti di stipendio ecc. non vanno restituiti alle banche, e che se si vogliono rendere veri i “debiti” dei cittadini verso di esse, e poterli poi esigere, occorre prima confiscarle e nazionalizzarle, essendo altrimenti i loro crediti inesigibili in quanto crediti di falsari e di truffatori. Crediti la cui riscossione renderà ricchissimo lo Stato debellando la drammatica demonetizzazione pilotata dalle banche per indebolirci e dominarci. Accuse di violazione degli artt. del c.p. 241, 283, 648 bis, 501, 501 bis, 416, 61 ecc. che non vanno ad alcun soggetto noto, ma ai soli beneficiari consci, diretti ed ignoti di questi delitti. Opera di falsificazione delle Banche Centrali, a cui si somma l’opera di continua appropriazione indebita da parte delle banche commerciali attraverso il meccanismo del “moltiplicatore monetario”. Moltiplicatore monetario in virtù del quale le banche, secondo prassi che una prona e scellerata dottrina di regime dà per scontate, ma sono il massimo della criminalità, realizzano prestiti per un ammontare 50 volte maggiore del denaro che detengono. In sostanza, se Tizio versa su Banca Intesa/San Paolo (proprietaria del 44,25% di BdI) 100.000 euro, essa banca tratterrà il 2% come riserva (per arrotondare, in realtà è l’1,6%), è presterà il 98% che, una volta depositato in un’altra banca, di nuovo, a cascata, sarà prestato al 98% all’infinito. Finché, non la singola banca, ma il sistema bancario, attraverso un giro di prestiti di un importo ogni volta più basso del 2% avrà azzerato i 100.000 euro iniziali, ma avrà incassato gli interessi su prestiti per 5.000.000. Un usare 50 volte sempre lo stesso denaro che serve a monetizzare la società, ma serve poi alle banche commerciali per imporre illecitamente interessi su ognuno di questi prestiti di denaro altrui, per i quali hanno diritto solo a dei compensi per il servizio (che peraltro già riscuotono) dovendo gli interessi andare ai proprietari del denaro. Senza contare la forma di fiscalità illecita in cui si concreta la produzione del denaro falso da parte delle banche centrali in danno dei cittadini. Meccanismi fraudolenti che, tra signoraggio primario e secondario, processi inflattivi a loro vantaggio, tasse evase e fiscalità illecita, sversa fiumi di denaro nelle banche, il cui operato è quindi basato su denaro accumulato nel tempo illecitamente. Ecco perché, per gli stessi motivi per i quali non è dovuta ad un ladro la restituzione di un prestito di somme rubate, si può ben sostenere nelle cause che non è dovuta alle banche la restituzione dei fidi, mutui, quinti di stipendio ecc., essendo essa dovuta al vero proprietario: la collettività. Contestazioni che però vanno fatte salvaguardandosi con ogni indispensabile strategia giudiziaria e, specie per i mutui, continuando, se possibile, nel mentre a pagarli. Cause che noi avvocati dobbiamo iniziare in massa adducendo, in subordine, che il tasso, specie nei fidi, è di solito usuraio, per cui, a limite, va restituito il solo capitale; ed, ancor più subordinatamente, ciò che la giurisprudenza già riconosce, come l’illegittimità dell’anatocismo, dell’accredito tardivo dei versamenti, della commissione di massimo scoperto, ecc. Citazioni impostate cioè in modo da ottenere già in primo grado l’accoglimento anche solo parziale delle subordinate (per importi sovente elevati), per poi proseguire, per il resto, in appello ed in cassazione, in attesa che, in breve, la giurisprudenza si evolva. Cause che vanno promosse anche contro le tasse ed imposte, perché è vergognoso per la magistratura perseguire l’ “evasione fiscale” comune, consentendo queste evasioni e crimini faraonici. Cosche che hanno imposto al mondo le loro regole codificandole nei famosi accordi di Basilea, di cui tutti si riempiono ridicolmente la bocca, ignorando che sono solo dei volgari accordi illeciti tra privati. Cose che ora, per la verità proprio in seguito alla vasta diffusione di questo documento, sono divenute così note che, per dare un contentino, si inizia a parlare di nazionalizzare le banche centrali, a partire dalla BdI. Fermo restando invece il signoraggio secondario, che è la maggior fonte dei loro proventi, in forma di interessi sui mutui, fidi ecc., e sulle carte di credito: fonte di fiumi di interessi (“compensi”). Cose illecite perché gli interessi devono andare integralmente ai proprietari del denaro, e lo Stato, quando ha bisogno di soldi, deve stampare, da sé, le banconote, come fa già con le monete di metallo, che sono però solo il 2% delle banconote. Interessi peraltro generalmente usurai. Usura che, consistendo il signoraggio secondario, come abbiamo visto, nell’appropriarsi indebitamente di interessi cinquantuplicati sui prestiti di denaro altrui, ne costituisce quindi la forma estrema. Stampa delle banconote e creazione del denaro cartolare da parte dello Stato che richiede una modifica del trattato di Maastricht e della Costituzione Europea, però aggirabile confiscando e nazionalizzando le banche ed eliminando i fattori di criminalità dal loro operato. Trattato e Costituzione Europea scritti di pugno dalle banche, e con i quali hanno tentato di rapinare gli Stati della sovranità economica per ricettarla a queste cosche, ma senza potervi riuscire, perché resta il contrasto con tutti i principi fondamentali della Costituzione Italiana, della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, e con tutti gli altri principi della stessa Costituzione Europea. Stampa dei soldi da parte dello Stato non indispensabile anche da varie altre angolazioni, essendo sufficiente che lo Stato li paghi alla BCE/BdI al mero costo tipografico, o anche solo che le banche centrali iscrivano come è ovvio all’attivo le banconote che creano e vi paghino le tasse: cosa che non risolve tutto il problema, ma basta ad arricchirci e ad evidenziare la criminalità dell’attuale sistema. Truffe la cui segretazione in tanta disgrazia torna utile nelle cause per il rimborso del signoraggio primario in ragione di 28.000 euro a cittadino + i danni non patrimoniali, poiché, non potendo certo dette truffe essere previste per legge, non vi sono ostacoli normativi a rimuoverle (la sentenza delle Sezioni Unite 16751/06 verte in altra fattispecie perché la relativa citazione in tema di signoraggio primario non coglie nel segno. Ferma restando la obbrobriosità del prodigarsi delle S.U. a negare di avere giurisdizione sulle politiche economiche degli Stati, omettendo però di avere giurisdizione sui crimini, e che inoltre le politiche si basano sulle leggi, delle quali si può sempre sostenere l’illegittimità.) Prassi queste della BCE come della Federal Reserve, della Bank of England, Banca del Giappone, Banca della Cina, eccetera, contro le quali non è vero che nessuno e nessun Paese può nulla, perché non appena magistratura, politica ed informazione inizieranno a fare il loro dovere questi mostri saranno sconfitti in un baleno; e se non lo faranno saranno travolti lo stesso insieme ai loro mezzani; grazie ad Internet: la nuova alleanza.

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