Pubblicato da: italiaintelligente | 12 febbraio 2012

L’altra faccia di Obama, l’uomo che ha beffato il mondo !

Boston, 27 luglio 2004: in quella calda sera d’estate tutta l’America si accorse del giovane e carismatico Barack Obama, un tizio semi-sconosciuto, dal nome difficile e dalle origini esotiche. Alla convention democratica che incoronò John Kerry come sfidante di Bush, Obama non era ancora neppure senatore, eppure gli fu affidato il “kenyote speech”, l’attesissimo discorso introduttivo. Già allora c’era chi aveva scommesso su di lui: la cupola finanziaria americana, il super-potere che domina ogni grande decisione planetaria. Per capire chi fosse davvero il neopresidente Obama, bastava la lista dei suoi finanziatori miliardari e quella del suo staff alla Casa Bianca. Barack Obama non era uno di loro: ma è stato scelto e promosso da loro. Ecco perché la sua politica oggi non è molto diversa da quella di Bush.
Ne è convinta Enrica Perucchietti, che nel libro-inchiesta “L’altra faccia di Obama” svela i segreti di un clamoroso equivoco, come quello del Cavallo di Troia: un tragico inganno, dietro l’apparenza di un regalo sfavillante. Il carisma dell’incanto e la retorica della speranza? Nient’altro che un trucco, orchestrato dal super-potere, quello vero. Difatti, evaporata l’ubriacatura, nel giro di appena qualche anno sono affiorati gli scogli della dura realtà: crisi e guerra, precariato, privacy, sanità. «Dietro i corposi finanziamenti della più dispendiosa campagna presidenziale della storia – scrive l’autrice – si celano infatti gli assegni delle lobby, gli speculatori di Wall Street e le grandi banche che avrebbero goduto del salvataggio statale a scapito dei contribuenti». E poi le multinazionali del petrolio, degli Ogm e della difesa, senza contare gli onnipotenti colossi assicurativi.
Perché Obama ha fatto marcia indietro sulla “rivoluzione verde”? Perché ha trascinato il paese in un terzo conflitto, quello libico, dopo le guerre in Iraq e Afghanistan? Quali interessi si nascondono dietro la politica estera di un presidente insignito di un “Nobel alle buone intenzioni”? Semplice: all’ombra della Casa Bianca c’è il gotha della finanza speculativa, rampolli e gattopardi del “nuovo ordine mondiale”, quello che non bada ai “danni collaterali” quando spedisce la sua posta aerea sotto forma di missili. Così, «ogni volta che Obama ha cercato di risalire nei sondaggi riappropriandosi delle promesse fatte all’elettorato, è stato costretto a fare dietrofront: le lobby non permettono che si tradiscano i propri interessi». Con buona pace della fiaba del “primo presidente nero”, l’afroamericano venuto dal nulla.
Cosa sappiamo, davvero, di Barack Obama? «Le ombre sulla sua biografia sono sconcertanti e nascondono verità scomode», che lentamente affiorano tra le pagine del saggio, rivelando “L’altra faccia di Obama”. In realtà, non ci voleva molto per intuire che quell’ascesa così fulminea non poteva essere casuale: nascondeva un cuore di tenebra, il denaro. Un mare di denaro, quanto ne serve negli Usa prima per conquistare un seggio al Senato, poi la nomination alle primarie e infine la Casa Bianca. Chi ha “investito” su Obama – le più ciniche lobby mondiali – ora passa all’incasso. Nucleare, Ogm, armamenti, assicurazioni, banche d’affari. E dunque chi è Obama, una vittima del ricatto dei suoi finanziatori o perfetto prodotto pubblicitario, costruito a tavolino per ingannare gli elettori?
«Questa meteora del firmamento americano ha folgorato milioni di persone, dagli Usa all’Europa, senza che queste potessero avere tempo e modo di domandarsi chi fosse realmente il senatore dell’Illinois», un candidato «con un programma politico assolutamente elementare ma “accattivante”». Dopo i primi evidenti insuccessi, tutti a sostenerlo ugualmente: diamogli tempo, sta lottando per noi contro la piovra delle lobby. «E’ come se il mondo avesse promosso Obama a priori, attribuendogli una patente di onestà», fino al punto di non vedere che la sua reale politica è praticamente identica a quella degli aborriti “neocon”. E perché stupirsene? Dopotutto, nonostante le promesse di rinnovamento, Obama si è circondato dei vecchi arnesi di sempre, i super-consiglieri di Clinton e quelli dello stesso Bush. Per dirla con Giordano Bruno: ovvio che le pecore vengano sbranate, se si erano scelte per pastore il lupo.
“L’altra faccia di Obama” scende nei sotterranei del potere americano: se personaggi come Hillary Clinton e Joe Biden sono i massimi garanti della continuità dell’establishment, dietro al presidente si incrociano personaggi-chiave come Robert Rubin, il “maestro” di Obama, reduce dallo scandalo finanziario della Citigroup, o come l’ex presidente della Federal Reserve, Paul Volcker. Ci sono “falchi” filoisraeliani come Rahm Emanuel e super-finanzieri come Timothy Geithner, ora ministro del tesoro. E alle loro spalle, l’illustre mentore di Obama: Zbigniew Brzezinsky, teorico della guerra fredda, fondatore della Trilaterale e membro del Bilderberg. La biografia di Obama si intreccia con la massoneria e con la Cia, ma soprattutto coi santuari mondiali della finanza. «Sempre più persone – scrive Enrica Perucchietti – hanno intuito come dietro Obama si possa nascondere un prodotto di marketing, l’ennesimo burattino comandato da un’élite ben al di sopra di lui. E di tutti noi».

http://www.libreidee.org/2012/01/laltra-faccia-di-obama-luomo-che-ha-beffato-il-mondo/

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