Pubblicato da: italiaintelligente | 15 maggio 2012

PROTOCOLLO XII (12°)

La parola libertà, suscettibile di diverse interpretazioni, sarà da noi definita nel modo seguente: “La libertà è il diritto di fare ciò che la legge permette”. Tale definizione ci servirà in questo senso, che sarà in nostro arbitrio di dire dove potrà esserci libertà e dove no, per la semplice ragione che la legge permetterà solamente quello che a noi piacerà. Il nostro atteggiamento verso la stampa sarà il seguente: Che cosa fa la stampa attualmente? Essa serve a suscitare nel popolo passioni furenti, oppure, talvolta, dissensi egoistici di partito; cause entrambe che possono essere necessarie al nostro scopo. La stampa è spesse volte vana, ingiusta e mendace, e la maggior parte della gente non ne capisce affatto le sue vere intenzioni. Noi la barderemo e ne terremo fermamente in pugno le redini. Inoltre dovremo acquistare il controllo di tutte le altre ditte editrici. Non ci servirebbe a nulla il solo controllo dei giornali se restassimo esposti ad attacchi con opuscoli e libri. L’attuale costosa produzione libraria la trasformeremo in una risorsa vantaggiosa per il nostro governo mediante una speciale tassa di bollo ed obbligando gli editori ed i tipografi a versarci un deposito cauzionale, allo scopo di garantire il nostro governo da qualunque forma di attacco da parte della stampa. E qualora questo si produca, imporremo multe a destra ed a sinistra. Da questi mezzi: bolli, cauzioni e multe, il governo ricaverà una larga sorgente di lucro. Naturalmente, i giornali di partito non si daranno pensiero di pagare delle multe forti, ma noi li sopprimeremo senz’altro dopo un secondo loro serio attacco. Nessuno potrà impunemente attentare al prestigio della nostra infallibilità politica. Per sopprimere qualunque pubblicazione prenderemo un pretesto: diremo, per esempio, che eccita l’opinione pubblica senza ragione e senza fondamento. Ma vi prego di tener presente, che fra le pubblicazioni aggressive ve ne saranno anche talune istituite da noi apposta con tale intento. Ma esse attaccheranno solo quei punti della nostra politica, che abbiamo l’intenzione di cambiare. Nessuna informazione giungerà al pubblico senza essere stata prima controllata da noi. Stiamo già raggiungendo questo scopo anche attualmente, per il fatto che tutte le notizie sono ricevute da poche agenzie, nelle quali sono centralizzate da tutte le parti del mondo. Quando giungeremo al potere, queste agenzie ci apparterranno completamente e pubblicheranno solo quelle notizie che noi permetteremo. Se, date le condizioni attuali, siamo riusciti a controllare la società dei Gentili ad un punto tale che essa vede gli affari mondiali attraverso le lenti colorate con le quali le copriamo gli occhi; se anche ora nulla ci impedisce di conoscere i segreti di Stato, come stupidamente li chiamano i Gentili; quale sarà la nostra posizione, quando saremo ufficialmente riconosciuti come governatori del mondo nella persona del nostro Imperatore Universale? Ritorniamo all’avvenire della stampa. Chiunque desidererà diventare editore, libraio o tipografo, dovrà ottenere un certificato ed una licenza, che perderanno in caso di disubbedienza. I canali attraverso i quali il pensiero umano trova la sua espressione, saranno con questi mezzi posti nelle mani del nostro governo, che li userà come organi educativi, e così impedirà che il pubblico sia messo sulla falsa strada mediante l’idealizzazione del “progresso”, o con il liberalismo. Chi fra noi non sa, che questo fantastico beneficio conduce direttamente all’utopia, da cui nacquero l’anarchia e l’odio verso l’autorità? E ciò per la semplice ragione che il “progresso”, o piuttosto l’idea d’un progresso liberale, diede al popolo differenti concetti della emancipazione, senza mettervi alcun limite. Tutti i cosiddetti liberali sono degli anarchici, se non per le loro azioni, certamente per le loro idee. Ognuno di essi corre dietro il fantasma della libertà, credendo di poter fare quello che vuole, vale a dire, cadendo in uno stato di anarchia per l’opposizione che fa, unicamente per il gusto di farla. Discutiamo ora la stampa editrice di libri ecc. Noi la tasseremo nello stesso modo della stampa giornalistica, vale a dire per mezzo di bolli e cauzioni. Ma sopra i libri con meno di 300 pagine metteremo una tassa doppia, li classificheremo fra gli opuscoli per far diminuire la pubblicazione dei periodici, che costituiscono la forma più virulenta del veleno stampato. Queste misure obbligheranno altresì gli scrittori a pubblicare delle opere così lunghe, che avranno pochi lettori e principalmente a causa del loro prezzo alto. Noi stessi pubblicheremo delle opere a buon mercato per educare la mente del pubblico e avviarla nella direzione da noi desiderata. La tassazione determinerà una riduzione della letteratura dilettevole e senza scopo, e la responsabilità che incontreranno di fronte alla legge darà tutti gli autori nelle nostre mani. Nessuno che desideri attaccarci colla sua penna troverebbe un editore. Protocolli dei Savi anziani di Sion Tratto da http://www.juliusevola.it – 27 – Prima di stampare qualsiasi genere di lavoro, l’editore o il tipografo dovrà chiedere alle autorità un permesso speciale per pubblicare il detto lavoro. In questo modo conosceremo anticipatamente qualsiasi congiura contro di noi, e potremo colpirla prevenendola e pubblicando una confutazione. La letteratura e il giornalismo sono le due più importanti forze educative, e per questo motivo il nostro governo si accaparrerà il maggior numero di periodici. Con questo sistema neutralizzeremo la cattiva influenza della stampa privata ed otterremo un’influenza enorme sulla mente umana. Se dovessimo permettere la pubblicazione di dieci periodici privati, noi stessi dovremmo pubblicarne trenta e così via. Ma il pubblico non deve avere il minimo sospetto di queste precauzioni; perciò tutti i periodici pubblicati da noi, avranno apparentemente vedute ed opinioni contraddittorie, ispirando così la fiducia e presentando un’apparenza attraente ai nostri non sospettosi nemici, che cadranno nella nostra trappola e saranno disarmati. In prima fila metteremo la stampa ufficiale. Essa sarà sempre in guardia per difendere i nostri interessi, e perciò la sua influenza sul pubblico sarà relativamente insignificante. In seconda fila metteremo la stampa semi-ufficiale, la quale dovrà attirare i tiepidi e gli indifferenti. In terza fila metteremo quella stampa che farà finta di essere all’opposizione e che, in una delle sue pubblicazioni, figurerà come nostra avversaria. I nostri veri nemici confideranno in questa opposizione e ci mostreranno le loro carte. Tutti i nostri giornali sosterranno partiti diversi: l’aristocratico, il repubblicano, il rivoluzionario e persino l’anarchico. Ma, naturalmente, questo sarà solamente fino a quando dureranno le costituzioni. Questi giornali, come il dio indiano Vishnu, avranno centinaia di mani, ognuna delle quali tasterà il polso della variabile opinione pubblica. Quando il polso batterà più forte, queste mani faranno inclinare l’opinione pubblica verso la nostra causa, perché un soggetto nervoso è facile ad essere guidato e facilmente cade sotto un’influenza qualsiasi. I chiacchieroni che crederanno di ripetere l’opinione del giornale del loro partito, in realtà non faranno altro che ripetere la nostra opinione, oppure quella che desideriamo far prevalere; nella convinzione di seguire l’organo del loro partito, costoro seguiranno in realtà la bandiera che faremo sventolare d’innanzi ai loro occhi. Perché il nostro esercito giornalista estrinsechi il concetto intimo di questo programma, avendo l’apparenza di appoggiare i diversi partiti, dovremo organizzare la nostra stampa con la massima cura. Col titolo di “Commissione Centrale della Stampa”, organizzeremo delle riunioni letterarie, alle quali i nostri agenti, senza farsene accorgere, daranno il segno di riconoscimento e la parola d’ordine. I nostri organi discutendo e contrastando la nostra politica, sempre superficialmente, s’intende, e senza toccarne i lati importati, faranno finta di polemizzare con i giornali ufficiali, allo scopo di fornirci il pretesto di definire i nostri piani con maggior accuratezza di quanto avremo potuto fare coi nostri programmi preliminari. Si capisce, però, che tutto questo sarà fatto quando sia vantaggioso per noi. Questa opposizione da parte della stampa, servirà anche a far credere al popolo che la libertà di parola esiste sempre. Essa darà ai nostri agenti l’opportunità di dimostrare che i nostri avversarii ci muovono accuse insensate, nell’impossibilità da parte loro di trovare un terreno solido sul quale combattere la nostra politica. Queste misure, che sfuggiranno all’attenzione pubblica, saranno i mezzi più proficui per guidare l’opinione pubblica ed inspirare fiducia nel nostro governo. Grazie a queste misure potremo eccitare o calmare l’opinione pubblica circa le quistioni politiche quando ci occorrerà di farlo. Potremo persuaderla o confonderla stampando notizie vere o false, fatti o contraddizioni, secondo quello che servirà al nostro scopo. Le informazioni che pubblicheremo dipenderanno dal modo con cui il pubblico sarà in quel tempo propenso ad accettare quel dato genere di notizie; e staremo sempre molto attenti, scandagliando il terreno prima di camminarci sopra. Le restrizioni che, come ho già detto, imporremo alle pubblicazioni private ci daranno la certezza di sconfiggere i nostri nemici, perché essi non avranno a loro disposizione organi della stampa mediante i quali dare veramente libero e pieno corso alle loro opinioni. Non ci occorrerà neppure di contraddire ufficialmente le loro affermazioni. Se sarà necessario, le confuteremo semi ufficialmente con dei “ballons d’essai”, che faremo lanciare dalla nostra stampa di terza fila. Protocolli dei Savi anziani di Sion Tratto da http://www.juliusevola.it – 28 – Esiste già nel giornalismo francese tutto un sistema di intese massoniche per darsi il contrassegno. Tutti gli organi della stampa sono legati da segreti professionali reciproci, a modo degli antichi oracoli. Nessuno dei suoi membri rivelerà mai di essere a conoscenza di un segreto qualora non abbia ricevuto l’ordine di renderlo pubblico. Nessun singolo editore avrà il coraggio di tradire un segreto confidatogli, per la ragione che nessuno è ammesso nel mondo letterario, il quale non abbia preso parte a qualche losco affare nella sua vita passata. Pertanto, se qualcuno desse il minimo segno di disubbidienza, il triste episodio del suo passato verrebbe palesato immediatamente. Finché il passato losco di questi individui è conosciuto da pochi, il prestigio di ogni giornalista attira l’opinione pubblica di tutto il paese. Il popolo lo segue e lo ammira. I nostri piani si debbono estendere principalmente alle provincie. È per noi essenziale di creare certe idee e di infondere tali opinioni nelle provincie, perché in qualunque momento possiamo servircene lanciandole nella capitale come opinioni neutrali delle provincie. Naturalmente, la fonte e l’origine delle idee non saranno alterate, ma le idee saranno nostre. Per noi è assolutamente necessario, prima di assumere il potere, che le città siano qualche volta dominate dalle opinioni delle provincie; vale a dire, che le città sappiano l’opinione della maggioranza, quale sarà stata preparata da noi. È per noi necessario che le capitali, giunto il momento critico psicologico, non abbiano il tempo materiale di discutere un fatto compiuto, ma siano obbligate ad accettarlo perché è stato approvato da una maggioranza nelle provincie. Quando poi arriveremo al periodo del nuovo regime – cioè durante il periodo transitorio che precederà la nostra sovranità – non permetteremo alla stampa di pubblicare qualsiasi resoconto di delitti, essendo essenziale che il popolo creda il nuovo regime talmente superiore, d’aver soppresso perfino la delinquenza. I delitti che avverranno saranno conosciuti soltanto dalla loro vittima e da gli eventuali testimoni oculari e da nessun altro.

 

Protocolli dei Savi anziani di Sion Tratto da http://www.juliusevola.it

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