Pubblicato da: italiaintelligente | 16 luglio 2012

Barnard: Monti di menzogne sul vertice strangola-Italia

Il cosiddetto successo di Mario Monti nell’ultimo super-vertice europeo «è una montagna di menzogne che questo indecente tecnocrate dell’economicidio italiano vende a un’intera nazione a rischio, e a imprese al collasso, solo perché i miei colleghi giornalisti sono spazzatura, e solo per calmierare la giusta esasperazione che serpeggia fra noi italiani minacciati oggi nella sopravvivenza economica e dunque democratica». Paolo Barnard non ha dubbi: «Basta studiare quello che si dovrebbe conoscere se si fa questo mestiere per smascherare ogni singola strombazzata di Monti e l’intero racconto teatrale che ne hanno fatto i giornali», “Repubblica” in testa, che tenta di vendere come una vittoria l’intervento del Mes, il Fondo salva-Stati: possibile solo nei confronti dei paesi che abbiano comunque i conti in ordine.

«Nulla di nuovo, tutto era già previsto», scrive Barnard sul suo blog il 1° luglio. «Monti vi dice di aver vinto una concessione che era già scontata». E se “Repubblica” sostiene che il premier avrebbe ottenuto di accedere allo “scudo” «senza obblighi di riforme “lacrime e sangue” in stile Grecia monitorate dalla famigerata troika Ue-Bce-Fmi – una umiliazione che Monti non vuole in nessun caso subire», Barnard rettifica: anche il memorandum citato dal giornale diretto da Ezio Mauro era già specificamente previsto nel testo del Mes. In base a quel testo, lo Stato che chiede soccorso finanziario deve stendere – previo permesso di Bruxelles, Fmi e Bce – un memorandum dove si vincola a obbedire a tutto ciò che il Mes e l’Fmi gli richiederanno, a tutti i trattati, a tutte le condizioni del prestito, persino a critiche e suggerimenti. Il Mes è già stato firmato dai capi di governo dell’Eurozona il 2 febbraio 2012 e prevede esattamente l’intervento diretto della troika: «Per evitarlo – precisa Barnard – i leader dell’Eurozona dovrebbero riscrivere e ri-firmare l’intero trattato europeo che ha creato il Mes». Ergo: «Ciò che Monti ci ha venduto come una vittoria dell’orgoglio italiano è una menzogna ad uso dell’opinione pubblica che lo stava abbandonando».

Ma c’è molto di più – e di peggio. «L’umiliazione di cui parla Mario Monti è già stata inflitta all’Italia», attraverso trattati-capestro come il Patto di Stabilità, il Semestre Europeo, l’Europact, il Fiscal Compact. «Il Mes dice specificamente che gli Stati firmatari sono obbligati al rispetto di questi trattati». E il Fiscal Compact, firmato da Monti il 2 marzo 2012, entrerà in vigore il 1° gennaio prossimo e metterà fine a quel che resta della sovranità italiana. Primo: ogni nostra decisione di spesa sarà attentamente validata dai tecnocrati non-eletti che reggono la Commissione Europea. Secondo: se l’Italia osasse disobbedire, sarebbe multata dalla Corte Europea di Giustizia per 2 miliardi di euro. Terzo: dal 1° gennaio 2013 ogni membro dell’Eurozona dovrà chiedere a Bruxelles il permesso di emettere propri titoli di Stato. «Qui la funzione primaria di autonomia di spesa dello Stato sovrano è cancellata, con una umiliazione indicibile». Infine, la quarta clausola: se uno Stato dovesse aver bisogno di sostegno finanziario europeo attraverso un salvataggio da parte del Meccanismo Europeo di Stabilità, non avrà un singolo euro se prima non avrà firmato il Fiscal Compact, rispettando tutte le clausole che umiliano la sovranità nazionale.

Verità pesantissime, di cui non c’è traccia nei “toni da soap” che il giornale di Scalfari adotta per sceneggiare il vertice: «Mentre a Varsavia si gioca la semifinale tra Italia e Germania, Monti pone il veto sull’intero pacchetto Europa», scrive “Repubblica”. «Rajoy lo segue a ruota. Il francese Hollande li appoggia, ma senza tirare troppo la corda. La Merkel resta comunque di stucco, spiazzata… La Cancelliera è nell’angolo… Uno smacco. Quando anche lei lascia il palazzo della Ue è terrea in volto». La realtà? «Sembra una partita di calcio, ed è commedia», protesta Barnard: «Questi leader sanno alla perfezione cosa hanno già firmato, e sanno di aver venduto al disegno Neomercantile e Neoliberista europeo – per mezzo di trattati europei sovranazionali e vincolanti – tutte le sovranità primarie che erano degli Stati prima della creazione dell’Eurozona, da quella parlamentare (Trattato di Lisbona) a quella monetaria (Trattati Maastricht-Eurozona)».

Neppure la tanto strombazzata novità del Mes che d’ora potrà ricapitalizzare le banche europee è una novità, aggiunge Barnard: tutto già scritto e firmato. E per la Spagna nessuna salvezza, ma semmai una trappola: le banche spagnole saranno ricapitalizzate con lo stesso metodo già previsto dal Mes, dove il Meccanismo Europeo di Stabilità presterà soldi al governo spagnolo vincolandolo però a ricapitalizzare le banche. Risultato: più debito per Madrid, ma salvataggio dei banchieri fraudolenti. L’idea che il Mes ricapitalizzi le banche spagnole direttamente, senza quindi aggiungere altro debito sul governo Rajoy, sarà possibile solo dopo che si sarà istituita un’Unione Bancaria europea con poteri ancor più sovranazionali di quelli presenti. «Quindi, in sostanza, una concessione da 5 soldi contro una da un miliardo». Quanto all’Italia, se Giorgio Squinzi parla di “abisso” causato dal sommarsi di recessione e debito, Monti replica: «Mi sto imponendo una moderazione interpretativa sul linguaggio del presidente della Confindustria». Per poi aggiungere: «Siamo sulla strada per un avanzo strutturale nel 2013».

La cosa tragica, osserva Barnard, è il balletto dell’inconsapevole e del distruttore: «Squinzi ignora la macroeconomia più elementare, e pur lamentando i mali veri delle imprese italiane giunge alle medesime terapie dell’economicidio di Monti». Rimedi come quello sbandierato dal vertice europeo sono «concime biologico sparso su orti all’ombra di Seveso», già desertificati dalla diossina. «La struttura monetaria dell’Eurozona – insiste Barnard – significa che ogni singolo euro speso dagli Stati membri per qualsiasi cosa, dalla funzione pubblica alla crescita nazionale, deve essere poi restituito a mercati di capitali privati da cui questi Stati sono oggi costretti ad approvvigionarsi di moneta (cosa che non era prima dell’euro), e che applicano tassi usurai a loro (truffaldina) discrezione». Quindi, se vuole ripagare i debiti, l’Italia di Monti «dovrà venire poi a trovare gli euro uno dopo l’altro nelle tasche di cittadini e aziende con tasse da economicidio e tagli alla spesa pubblica». Finale già scritto: crollo dell’economia, deflazione dei redditi e dei consumi, fallimenti delle aziende, addio lavoro. E’ il massacro sociale, ed è appena cominciato.

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