Pubblicato da: italiaintelligente | 7 agosto 2012

Aiuti-capestro. I mercati chiedono lavoro, non tagli !

Attenti, «la perfidia dei tecnocrati europei sembra non avere fondo». Nei corridoi di Bruxelles trapela infatti la seconda parte del piano Draghi-Merkel. «Vi pareva che si accontentassero di intrappolarci nell’Eurozona per altri 5 o 10 anni senza, fin da subito, spremere sangue concreto?». Paolo Barnard, il primo a denunciare il “golpe” finanziario contro la sovranità economica italiana, suona l’allarme: «Prima di attivare il programma “Smp Bond Purchases” della Bce, quello che può calmare i mercati abbassando i tassi sui nostri titoli di Stato e quindi allontanando la fine dell’agonia, la Germania pretenderà da noi Maiali/Piigs il ricorso al Fondo Salva-Stati (Esfs o Mes) per una prima tranche di prestiti a noi concessi». Nuovo debito, quindi. Ma attenzione: si tratta «di quel tipo di debito mortale che non solo va restituito dissanguando cittadini e aziende, ma comporta la resa nazionale alla schiavitù della micidiale Troika (Ue, Bce, Fmi) che è oggi freneticamente all’opera nella camere di tortura in Grecia».

E’ infatti è il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, a introdurre il discorso delle “precondizioni” all’intervento del Smp/Bce. Dice: «La precondizione è che i politici facciano i necessari passi per le riforme». Tradotto: «Sappiamo noi pensionati, scuole, pompieri, ammalati, dipendenti e aziende cosa sono le “riforme”», scrive Barnard nel suo blog già il 27 luglio. «Infatti è un anonimo alto ufficiale della Commissione oggi a parlare al “Financial Times” di un “memorandum” che il Paese in crisi dovrà firmare per ottenere i soldi del Fondo Salva-Stati prima, e successivamente quelli del Smp/Bce». Ma Monti non si era preso il merito di aver “strappato” a Bruxelles la garanzia di poter ottenere aiuti senza le condizioni-capestro di «quei tragici memorandum di schiavitù»? Barnard non ha dubbi: «Ci terranno in galera, ma non senza prima averci mozzato una caviglia, così da esser veramente certi che urleremo». Buio totale, un vicolo cieco: «Non hanno limiti, sarà anche peggio di così».

Puntuale, una settimana dopo, la conferma dallo stesso Draghi: «Prima i governi facciano affidamento sui fondi salva-Stati, Efsf e Mes, e a condizioni molto severe». Come volevasi dimostrare: «Prima ci becchiamo la Troika dell’economicidio terminale, poi quando siamo ridotti come la Grecia, semmai la Bce apre i rubinetti», chiosa Barnard, che non risparmia “complimenti” al premier: «Monti, sei un bugiardo, un criminale e un buffone». Nero su bianco, le stesse accuse che l’ex giornalista di “Report” affidò, mesi fa, alla regolare denuncia inoltrata alla magistratura attraverso i carabinieri. Denuncia nella quale Barnard ha accusato Monti e lo stesso Napolitano di aver tradito la Costituzione, consegnando l’Italia – con l’insediamento forzato dei tecnocrati, su ordine di Bruxelles – ai suoi “terminatori”: rigore cieco e “riforme strutturali” per stroncare il paese a beneficio della speculazione finanziaria. L’Italia indebolita, accusa Barnard, sarà facile preda: privatizzazioni-truffa, depressione diffusa, amputazione (attraverso il Fiscal Compact) della capacità dello Stato di sostenere il minimo livello vitale di spesa pubblica, quella che sorregge il welfare, le famiglie e le stesse aziende.

Fra le tragedie più acute quella del lavoro, su cui cala la scure di Elsa Fornero. «I mercati sono keynesiani e lo sono da anni – spiega Barnard – perché da anni reagiscono con la massima violenza a una notizia: il numero di posti di lavoro creati in un dato Paese». Se i posti di lavoro sono inferiori a quelli previsti («ripeto: meno delle aspettative, non più delle aspettative») i “mercati” vanno nel panico e fuggono coi loro capitali da quel paese. «Lo capirebbe un tonno che Keynes aveva ragione, e i mercati lo sanno benissimo: sono gli stipendi che creano i consumi, che creano la produzione che salva le aziende, le quali assumono e creano altri stipendi e la ruota gira di nuovo». Nessun segreto: «Lo Stato è il primo garante e iniziatore di questa ruota, l’unico possibile. E’ questo che fa economia, non il contrario», benché la ministra ammazza-pensioni sostenga che proprio i tagli potrebbero “salvare” il paziente. Elsa Fornero? Nient’altro che una «ignorante sicaria della distruzione dell’occupazione italiana».

 

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