Pubblicato da: italiaintelligente | 31 ottobre 2012

“Loro” lo sanno che il debito pubblico si può cancellare

Assorbire il debito pubblico con complesse manovre? No, più semplice: basterebbe cancellarloe farlo sparire per sempre dai bilanci delle banche centrali – non la Bce, ovviamente, ma quelle dei paesi liberi, dotati cioè di moneta sovrana. Ne parlano, qua e là, le pubblicazioni economiche più importanti al mondo: fine dell’austerity, delle super-tasse, dei “sacrifici”. La soluzione: una “semplice manovra contabile”. «Lo sanno tutti, sotto sotto, a Londra e a New York, al Fondo Monetario, al “Wall Street Journal”, al “Telegraph”, al “Financial Times”, alla City di Londra che il debito pubblico è un gioco di prestigio, un imbroglio e il governo lo potrebbe cancellare quando vuole», scrive il blog “Come don Chisciotte” in un intervento ripreso da “Megachip”. Il 16 ottobre il “Wall Street Journal” parla della “tentazione” della Gran Bretagna: «Cosa succederebbe se la Banca d’Inghilterra cancellasse semplicemente i 400 miliardi di debito pubblico che ora detiene?». Fa eco Gavyn Davies sul “Financial Times”: «La banca centrale cancellerà il debito pubblico?».

Davies, già capo-economista di Goldman Sachs, cita Lord Turner, responsabile della Fsa, cioè la Consob inglese, che (in privato) avrebbe dichiarato “fattibile” la soluzione, salvo poi smentire quanto attribuitogli dalla stampa. Sul “Telegraph”, Ambrose Evans-Pritchard cita il report di due ricercatori del Fmi secondo cui, se lo Stato stampasse moneta in misura sufficiente, potrebbe eliminare sia il debito pubblico che il credito bancario, risollevando le sorti del Pil, del reddito medio e dei consumi. Sul portale finanziario “Business Insider”, Joe Weisenthal cita un trader a Londra che «gli parla della possibilità che la Banca d’Inghilterra, che ha già comprato 1/4 del debito pubblico inglese, semplicemente lo mandi al macero e dica al governo che non le deve più niente». Secondo Warren Mosler, economista della Modern Money Theory, lo Stato (a moneta sovrana) non ha bisogno di finanziarsi emettendo debito: «La prova – scrive “Come don Chisciotte” – è che in Inghilterra, quatto quatti, da cinque anni stanno ritirando il debito pubblico con una pura manovra contabile, senza aumentare tasse e fare austerità e senza vendere beni pubblici, semplicemente scambiando “gilt” con sterline».

“Wall Street Journal”, “Financial Times” e “Telegraph” sostengono che la Bank of England potrebbe “azzerare” il debito semplicemente cancellandolo: un colpo di tastiera, e 400 miliardi di titoli di Stato non esisterebbero più. Peccato che «tanta gente ha paura di pensare con la propria testa, e accetta un’idea solo quando appare su “Repubblica”, sul “Corriere” e in tivù». Solo “rumors”, sull’ipotetico azzeramento dei debiti sovrani? «Le banche centrali stanno comprando tonnellate titoli di Stato dal 2009, o sul mercato secondario come la Fed e la Bank of Japan o anche direttamente in asta, come la Banca d’Inghilterra – e come faceva la Banca d’Italia ai bei tempi», sostiene “Come don Chisciotte”. «Dopodichè, la banca centrale in teoria dovrebbe tenerli fino alla scadenza e alla fine ricevere indietro i soldi dallo Stato, quando appunto – fra 3 o 5 o 10 anni – i titoli scadranno». Finora, Ben Bernanke e Mervyn King hanno dato da intendere che era così, e cioè che «si comportavano come un normale investitore che compra titoli di Stato e poi, quando scadono, riceve i soldi del loro ammontare».

Finora – lo stesso Draghi, di recente – i banchieri centrali avevano annunciato l’acquisto di bond solo per abbassarne il costo. Ma in realtà, aggiunge il blog, la stessa banca centrale è emanazione dello Stato e quindi, sempre se dispone di moneta sovrana, «può accreditare qualunque somma, senza limiti e senza vincoli». Di conseguenza, ora che sono passati quattro anni dall’inizio del “quantitative easing”, l’alleggerimento dei tassi, comincia a circolare l’ipotesi che, in realtà, «alla banca centrale alla fine non si faranno riaccreditare l’importo dei bond dal Tesoro, che poi dovrebbe tornare in asta a venderne un altro importo equivalente per essere in grado di fare l’accredito sul conto della banca centrale: dato che possono appunto farlo senza alcun costo e senza alcun problema, possono alla fine far cancellare tutti quei 4 o 5.000 miliardi di titoli». Cosa che «non creerebbe inflazione», perchè «i soldi lo Stato li ha già spesi», e quindi «non cambia l’ammontare della spesa pubblica: il fatto che continui a finanziarsi con debito oppure che si finanzi semplicemente con moneta, cambia solo i rendimenti sul mercato del reddito fisso – cioè, la gente che vuole investire si ritrova meno titoli governativi e metterà i propri soldi in qualcos’altro».

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