Pubblicato da: italiaintelligente | 12 novembre 2012

Tecno-casta: lo scandalo del nuovo potere totalitario

Libre Idee:

Casta: gruppo chiuso di privilegiati, che pretendono di esercitare poteri sulla base di una presunzione di potere superiore, senza regole o con regole proprie. «C’è la casta degli intoccabili, dei potenti aggrappati alla poltrona, la casta dell’immoralità pubblica e privata e della corruzione, del potere fine a se stesso che viola quotidianamente le regole più elementari della democrazia e dello stato di diritto». Casta, oppure élite auto-referenziale. Oppure oligarchia. Parentopoli e tangentopoli. «Ma esiste anche un’altra casta, definibile come “tecno-casta”: è quella del governo Monti, dei professori, dei tecnici», della troika formata da Fmi, Bce e Unione Europea. E’ «la casta degli esperti, di coloro che si credono esperti o che vengono definiti come esperti, con i cittadini costretti a delegare loro il “potere” non più in nome della democrazia liberale e rappresentativa ma dello “stato di necessità” neoliberista: la crisi, l’Europa, Angela Merkel e le sue ossessioni».

Su “Micromega”, Lelio Demichelis si addentra nella geografia del nuovo super-potere che sta letteralmente prostrando l’Europa: un’élite che si basa sullo “stato d’eccezione”, inteso come «eccezione rispetto alle regole della democrazia, allo Stato di diritto, alla sovranità popolare, alla cittadinanza, alle libertà sociali e politiche». Ormai è divenuto «la pericolosissima regola, la normalità, la quasi-banalità del male neoliberista, la perversa “norma-base” di una nuova Costituzione materiale» che ha soppresso libertà e diritti «in nome di un’economia di mercato» che ormai è l’unica «dimensione di senso», l’unica «grande narrazione». Una sorta di «totalitaria “biopolitica” della postmodernità». Se l’antipolitica tende a scivolare verso il populismo autoritario, aggiunge Demichelis, lo “stato d’eccezione” divenuto “normalità” porta «all’assolutismo» e «alla “democrazia sempre sospesa”».

Tecno-casta, allora: gruppo chiuso di prescelti che pretendono di possedere il monopolio della conoscenza e quindi del potere: Monti, Fornero, Profumo, Passera. E Giampaolo Di Paola, «un militare come ministro della difesa». E il presidente Napolitano che la sostiene, la tecno-casta, «essendone di fatto il “padre” politico e l’ispiratore». La tecno-casta «riforma pensioni e lavoro, ma non il mondo della finanza», conferma la spesa «inutile, incostituzionale e immorale» per i caccia F-35 e invoca norme anti-corruzione «senza avere il coraggio di ripristinare il reato di falso in bilancio». Austerità per tutti: tagliano salari e stipendi, ma «permettono che al figlio del ministro Cancellieri – Piergiorgio Peluso – venga data una liquidazione di 3,6 milioni di euro per appena quattordici mesi di lavoro come direttore generale di Fondiaria Sai». E’ la stessa tecno-casta che «difende Gianni De Gennaro (non avendogli imposto le dimissioni dal governo), pur se condannato in Cassazione per i fatti di Genova 2001».

Un potere “a-democratico”, che però vuole cambiare il modo di vivere degli italiani, grazie alla sua “biopolitica” intesa come “governo della vita” di una popolazione. Disciplina e pedagogia: «Ancora neoliberismo, ancora riduzione dei diritti civili e sociali, competizione di tutti contro tutti, flessibilità da accrescere in nome della competitività». Modello multinazionali: riduzione dei salari e del costo del lavoro, impoverimento collettivo, ampliamento delle disuguaglianze sociali e reddituali. Declassamento della scuola, della cultura e della ricerca. Risultato: demotivazione sociale, rassegnazione morale, “uccisione” della speranza e della partecipazione, svuotamento della democrazia e della sovranità popolare. Dunque, «il potere tecnico e dei tecnici come ulteriore casta di potere».

Anche il potere della tecno-casta può essere “osceno”, aggiunge Demichelis: «Contrari al senso del pudore politico e morale non sono solo il bunga-bunga, Formigoni e Batman, ma anche l’abolizione dell’articolo 18». E mentre si discute ancora di “questione morale” sotto il peso dell’ennesima tangentopoli, anche il “governo tecnico” «pone, con i suoi comportamenti immorali e socialmente ingiusti, una nuova “questione morale”». Per correggere «l’errore neoliberista», conclude Demichelis, «serve passare dagli “esperti a pensiero unico” al “potere dell’immaginazione”». Secondo Einstein, «l’immaginazione è più importante della conoscenza: la conoscenza è limitata, mentre l’immaginazione abbraccia il mondo, stimolando il progresso e facendo nascere l’evoluzione». L’umanità sembra congelata: noi evidentemente siamo fermi a Monti e Barroso. O meglio, ai loro capi: i signori della troika e della Goldman Sachs.

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